Cervicalgia Acuta

La cervicalgia rappresenta uno dei disturbi più frequenti nei pazienti assieme al dolore lombare. Il suo decorso è solitamente benigno e gli episodi tendono a risolversi in un periodo che varia dai pochi giorni a qualche settimana; solo nel 10% dei pazienti il disturbo tende a cronicizzare. La Neck Pain Task Force definisce questa situazione come ‘’ un dolore percepito che ha origine in un’area compresa tra la linea nucale e la prima vertebra toracica’.

Classificazione

Il dolore cervicale può essere suddiviso in:
  • Dolore cervicale superiore: attribuibile al tratto cervicale superiore fino a C3. Solitamente riferisce sintomatologia all’occipite fino alla regione frontale/orbicolare e può discendere lungo il collo.
  • Dolore cervicale inferiore: originante da C4 a T1. Tale dolore può riferire verso la spalla, la regione interscapolare e addirittura verso la gabbia toracica.
Qualsiasi struttura cervicale che possiede innervazione può essere fonte di dolore, quindi le sorgenti di dolore nella cervicalgia possono derivare da disordini che colpiscono
  • Strutture Ossee
  • Articolazioni
  • Dischi intervertebrali
  • Legamenti
  • Muscoli
  • Vasi sanguigni
Spesso la degenerazione di una struttura non coincide con una manifestazione clinica del dolore. Nelle forme di cervicalgia in cui non è possibile individuare la causa e la struttura da cui origina la disfunzione si parla di cervicalgia aspecifica.

Tipologie di dolore e strutture ccoinvolte

Il dolore cervicale non è sempre uguale questo perché può essere causato da diverse strutture. Queste, infatti, a seguito di traumi, atteggiamenti posturali scorretti, over use o sovraccarico possono andare incontro a degenerazione instaurando così un processo infiammatorio che può provocare dolore. Le principali tipologie di dolore che è possibile riscontrare nella regione cervicale sono:
DOLORE IRRADIATO: nel caso in cui il dolore sia riferito a distanza ci troviamo davanti ad una sintomatologia irradiata, quindi che coinvolge il nervo. Molto spesso questo dolore è causato dalla riduzione dello spazio presente tra vertebra e vertebra, oppure dalla presenza di ernie cervicali. Recenti studi hanno evidenziato che il dolore irradiato difficilmente supera il cingolo scapolare e difficilmente arriva a livello della mano. Soltanto un dolore che coinvolge la RADICE NERVOSA provoca un quadro algico che arriva fino al livello della mano.
DOLORE ZIGOAPOFISARIO: il dolore che proviene da problematiche che interessano le faccette zigoapofisarie è localizzato, solitamente, nella zona nucale e del capo. Nel momento in cui si scende più in basso a livello vertebrale, il dolore viene riferito tra le scapole, alle spalle e non scende mai sotto il cingolo scapolare. Le faccette che provocano dolore più frequentemente sono c2-c3 e c5-c6 mentre i segmenti che vanno incontro ad una degenerazione maggiore sono c4-c5, c3-c4, c2-c3.
DOLORE DA DEGENERAZIONE DEL DISCO INTERVERTEBRALE: il dolore provocato dalla degenerazione di queste strutture coinvolge un’area più vasta rispetto al dolore zigoapofisario. La sintomatologia derivante da questo quadro infatti interessa la regione cervicale, la regione toracica, gli arti superiori e possono essere anche causa di emicrania. Anche i muscoli possono essere una causa di dolore a livello cervicale a causa della presenza di ‘’trigger points’’ ovvero dei ‘’punti iper-irritabili localizzati nei muscoli che generano dolore a livello locale e a distanza. i muscoli che più frequentemente sviluppano tali punti trigger sono: il trapezio, lo sternocleidomastoideo, i muscoli sub-occipitali, gli spleni e l’elevatore della scapola.

Trattamento

Il trattamento della cervicalgia acuta si avvale di diversi approcci in particolare recenti studi hanno dimostrato che l’intervento più efficace è basato sull’associazione di terapia manuale, esercizio terapeutico e impiego di elettromedicali. Per poter ripristinare l’equilibrio nelle strutture muscolari del paziente si possono effettuare diverse tecniche muscolari passive. Queste tecniche sono composte da digitopressioni associate all’allungamento delle strutture che sono interessate dalla disfunzione. Le tecniche muscolari che si eseguono più frequentemente sono:
  • Rilascio miofasciale
  • Release dei trigger point
  • Trazioni
  • Pompages
È possibile che all’interno del trattamento vengano fatti eseguire diversi esercizi al paziente. questi vengono definiti come tecniche muscolari attive e sfruttano la forza e alcuni riflessi neuromuscolari per permettere il rilascio dei muscoli, l’allungamento muscolare e la mobilità articolare. Anche gli elettromedicali possono essere impiegati per poter ridurre il dolore e l’infiammazione delle strutture coinvolte in particolare vengono usati, in base alla tipologia di problematica, tecar, laser ed ipertermia.

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