Legamento Crociato Anteriore

Legamento Crociato Anteriore

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Un po' di anatomia: che cos'è il legamento crociato anteriore

Il legamento crociato anteriore (o LCA) è una struttura che, assieme ad altre strutture quali i menischi, la capsula articolare e i legamenti collaterali, fornisce stabilità all’articolazione del ginocchio. Questo è collocato al centro del ginocchio, più precisamente, dall’area intercondiloidea anteriore della tibia fino alla faccia interna del condilo femorale laterale.

Curiosità:

il nome di questo legamento deriva dal fatto che la struttura si incrocia con un altro legamento, ovvero il crociato posteriore. I due intersecandosi formano una struttura ad X.

LCA è una struttura piuttosto piccola la sua lunghezza è solitamente di circa 3 centimetri ma, nonostante le sue dimensioni modeste, questo svolge dal punto di vista biomeccanico un ruolo fondamentale per l’articolazione del ginocchio. Questo legamento infatti contribuisce alla stabilizzazione, previene l’iperestensione del ginocchio e limita la rotazione interna della tibia durante i movimenti in varo/valgo durante l’estensione completa. Studi recenti hanno messo in evidenza che l’LCA svolge una funzione propriocettiva in quanto al suo interno sono presenti delle terminazioni nervose che forniscono informazioni durante i cambiamenti di postura del ginocchio attraverso le deformazioni interne.

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Come avvengono gli infortuni e chi è esposto maggiormente a tali eventi?

Le lesioni che interessano il legamento crociato anteriore sono nella maggior parte di origine traumatica. Vengono descritte tre principali traumi che possono portare alla lesione del crociato:

  • Trauma diretto (30% dei casi).
  • Trauma indiretto.
  • Lesione causata da movimento sbagliato (70% dei casi).

Solitamente l’infortunio si manifesta successivamente a eventi distorsivi del ginocchio in varo-rotazione interna, iperestensione e valgo-rotazione esterna. Alcuni sport, come il calcio o lo sci, così come alcuni terreni di gioco, per esempio quelli sintetici possono favorire traumi distorsivi incrementando così la probabilità di lesione al LCA.

Curiosità:

Il ginocchio valgo è una deformità dell'arto inferiore che porta la gamba ad assumere una caratteristica posizione ad X. Il ginocchio, invece, si definisce varo quando femore e tibia non sono perfettamente allineati, ma formano un angolo ottuso aperto verso l’interno. Questa condizione viene comunemente definita gambe a “parentesi”, tipiche dei calciatori professionisti.

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Quali sono i sintomi?

Il paziente con un infortunio al legamento crociato riferisce nella maggior parte dei casi:

  • una sensazione di schiocco durante il trauma
  • sensazione di instabilità e successivo gonfiore
  • forte dolore, in particolare subito dopo aver subito la lesione
  • movimento limitato, in particolare è limitata l’estensione del ginocchio
  • in anamnesi si possono riscontrare altri episodi di distorsione del ginocchio
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Quali sono i sintomi?

Il paziente con un infortunio al legamento crociato riferisce nella maggior parte dei casi:

  • una sensazione di schiocco durante il trauma
  • sensazione di instabilità e successivo gonfiore
  • forte dolore, in particolare subito dopo aver subito la lesione
  • movimento limitato, in particolare è limitata l’estensione del ginocchio
  • in anamnesi si possono riscontrare altri episodi di distorsione del ginocchio
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Come si effettua un intervento di legamentoplastica?

Le tecniche chirurgiche che vengono impiegate prevedono il prelievo di porzioni tendinee, appartenenti ad altri muscoli, da trapiantare al posto del legamento crociato. Esistono fondamentalmente tre tecniche:

  • Ricostruzione con tendine rotuleo
  • Ricostruzione con tendine del semitendinoso
  • Ricostruzione con tendine del gracile.

Nella prima tipologia di intervento una piccola porzione del tendine rotuleo viene prelevata e successivamente fissato all’interno di un piccolo tunnel situate sulla tibia e sul condilo femorale.
La ricostruzione con tendine del semitendinoso e del gracile, invece, prevede l’utilizzo dei tendini di questi muscoli flessori mediali di coscia che vengono poi integrati attraverso un tunnel osseo nell’articolazione. Questa tecnica sta diventando la più utilizzata in quanto risulta essere meno invasiva per il paziente, anche se più difficoltosa nell’esecuzione.

Curiosità:
Lo sapevi che nelle donne il tendine maggiormente utilizzato è quello del muscolo semitendinoso in quanto il tendine del gracile è meno rappresentato rispetto all’uomo?
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Trattamento riabilitativo

Il successo di un intervento chirurgico di ricostruzione del legamento crociato dipende anche dal programma riabilitativo successivo. Un recente studio ha analizzato che un programma riabilitativo accelerato, che miri a ridurre il dolore, il gonfiore e l’infiammazione e a recuperare la mobilità, la forza e il controllo motorio determina notevoli vantaggi. È possibile suddividere il trattamento in tre fasi.
Gli obiettivi principali della prima fase, ovvero quella subito prossima all’intervento chirurgico, sono il controllo del dolore, dell’edema e dell’infiammazione e il recupero del ROM.
Nelle fasi iniziali è fondamentale il recupero della massima mobilità sia passiva che attiva, specialmente in estensione in quanto è stato dimostrato che questa contribuisce alla riduzione del dolore, stimola l’omeostasi della cartilagine e previene alterazioni dello schema del passo.
In questa fase vengono fatti eseguire esercizi per recuperare il tono muscolare.
Durante la seconda fase è posta una maggiore attenzione sulla prevenzione di complicanze quali atrofia muscolare e blocchi articolari. In questa fase la resistenza dell’impianto è maggiore per questo si possono inserire degli esercizi per rinforzare i muscoli stabilizzatori di ginocchio. Il controllo neuromuscolare viene migliorato anche mediante l’introduzione di esercizi propriocettivi. Nella terza ed ultima fase gli obiettivi principali sono rappresentati dal massimo recupero della forza e della resistenza dei muscoli stabilizzatori di ginocchio e l’ottimizzazione del controllo motorio mediante l’esecuzione di esercizi pliometrici, di agilità e sport-specifici.

Curiosità:

Studi in via di sperimentazione stanno analizzando l’impiego di strutture protesiche per sostituire il legamento in modo tale da evitare la perdita di forza nei muscoli dai quali viene preso il tendine da impiantare.

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