Mese: Ottobre 2020

P.E.A.C.E. AND L.O.V.E.

Hai appena subìto un infortunio o un trauma a seguito di una caduta o di una distorsione?
Non sai come affrontare questo momento delicato e hai paura di peggiorare la situazione?
NIENTE PAURA: oggi parliamo di come affrontare la fase acuta dopo un infortunio.
Nel corso degli anni le ricerche scientifiche si sono chieste quale fosse la migliore strategia per gestire le lesioni dei tessuti molli in particolar modo nelle primissime fasi. Per aiutare i pazienti a memorizzare gli approcci più adeguati sono stati elaborati diversi acronimi come:
PRICE (Protezione – Riposo – Ghiaccio – Compressione – Elevazione)
POLICE (come il primo, ma il riposo assoluto è sostituito dal “Carico ottimale”)

PEACE AND LOVE
Polizia?! Ghiaccio?! Pace e amore!? Ma che significano esattamente questi acronimi? Vediamoli nel dettaglio!
Il protocollo più recente risale al 2019 ed è stato pubblicato dal British Journal of Sport Medicine, uno dei punti di riferimento del nostro settore. Questo protocollo afferma che il tuo tessuto a seguito di un trauma ha bisogno di PEACE and LOVE.

Secondo lo studio, nei primi 3-5 giorni dall’evento lesivo bisogna dedicarsi alla fase PEACE ovvero:
P (PROTECTION – PROTEZIONE). Nei primi giorni ridurre il movimento e il carico
sulla struttura lesionata risulta essere fondamentale per evitare che questa si aggravi ulteriormente. Attenzione il periodo di protezione deve durare solo qualche giorno e non protrarsi per periodi di tempo eccessivamente lunghi!!
E (ELEVATION). Portare l’arto più in alto rispetto al cuore promuove il ritorno venoso, velocizzando il riassorbimento dell’edema, e quindi il processo di guarigione.

A (AVOID ANTI-INFLAMMATORIES). In questa fase spesso si ricorre all’utilizzo di antinfiammatori. C’è anche da dire che alcune recenti ricerche scientifiche al riguardo scoraggiano l’impiego di tali farmaci in quanto diminuiscono e rallentano i fisiologici tempi di recupero e riparazione del tessuto lesionato.
C (COMPRESSION). Compressione, l’utilizzo di un bendaggio compressivo aiuterà il corpo a limitare l’edema.
E (EDUCATION) Il clinico deve istruire il paziente sui benefici di un recupero attivo e personalizzato

Successivamente si passa alla fase del LOVE:
L (LOAD) – CARICO. È ormai noto che il riposo prolungato sia controproducente, quindi non appena i tessuti e la sintomatologia lo consentono bisogna caricare i tessuti tramite esercizi che favoriscano la guarigione della lesione e impediscano la perdita di forza muscolare.
O (OPTIMISM) – OTTIMISMO. Paura del movimento, catastrofizzazione e depressione possono essere delle barriere nel recupero e nel trattamento, portando di conseguenza a peggiore prognosi e risultati più scarsi. Quindi…. SU CON IL MORALE!!
V (VASCULARISATION) – VASCOLARIZZAZIONE. Per favorire e promuovere il recupero della zona di lesione bisogna richiamare sangue. Quale modo migliore di farlo se non attraverso della sana attività cardiovascolare? Attenzione però questa non deve provocare dolore né sovraccaricare le strutture!
E (EXERCISE) – ESERCIZIO. Esercizio, esercizio ed ancora esercizio terapeutico! Le strutture muscolo-scheletriche ne hanno bisogno per recuperare mobilità e forza in modo da ridurre la probabilità di un nuovo infortunio.

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